Bilancio, Celli (CIVICA): "Da maggioranza nessuna proposta innovativa"

27 gennaio 2017
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27 gennaio 2017, Commenti: 0

Un bilancio cieco, l’occasione persa di trovare strumenti innovativi per governare la città. Nella manovra arrivata in Aula Giulio Cesare non si vede la discontinuità annunciata in campagna elettorale”. Così in una nota la capogruppo della Lista Civica #RomaTornaRoma, Svetlana Celli.
Una prima versione bocciata e una seconda che ha ottenuto il via libera dall’Oref solo insieme a molte osservazioni. La prima osservazione dell’organismo di controllo denuncia entrate straordinarie ‘poco lungimiranti e incapaci di coprire le spese correnti‘. In una situazione economica come questa non sono state neppure presi in considerazione, da questa maggioranza, strumenti nuovi come il ricorso al partenariato tra pubblico e privato, come il mecenatismo o le sponsorizzazioni, che avrebbero aiutato il saldo dei conti. Per tagli e risparmi annunciati abbiamo scoperto che si trattava solo di fondi necessari a coprire i costi delle mense scolastiche – aggiunge – L’Oref sottolinea, poi, la mancanza di Piani industriali delle Partecipate, con strumenti di controllo ed esame degli obiettivi, lacune sulle quali è mancato il lavoro della maggioranza in questi sette mesi trascorsi in Campidoglio”.
“Sui Punti Verde Qualità, altra incognita dei conti, è ora di prendere decisioni che diano certezze. Su questo nella passata legislatura lavorai a una mozione sulla rinegoziazione dei debiti e sul diritto di superficie. Oggi quanto proposto in quella mozione sarebbe una congrua soluzione. L’incertezza e le mancate decisioni pesano, invece, come macigni sui conti del Comune. L’Oref parla chiaro e invita l’Amministrazione a proseguire efficacemente nella revisione dei canoni di affitto per incassare risorse dai beni comunali. Eppure, il Piano di alienazione degli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica è fermo dall’arrivo della maggioranza M5S e con esso le risorse che potrebbero entrare nelle casse del Comune, utilizzabili anche per la manutenzione degli alloggi popolari. Inoltre 200mila pratiche del condono sono ferme, anche qui con pesanti conseguenze sulle entrate. Si tratta di oneri concessori che derivano dal rilascio delle concessioni urbanistiche in sanatoria, che rappresenterebbero entrate sicure per le casse capitoline. Stessa situazione per i toponimi, che genererebbero un circuito virtuoso di piccola edilizia e di artigianato. Tante, troppe occasioni perse in questi primi sette mesi e il bilancio presentato certifica il fallimento delle buone intenzioni e la realtà di una politica decisamente in affanno“.

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