Sport, PD-CIVICA: "Presentata mozione di sfiducia Assessore Frongia"

12 Marzo 2019
12 Marzo 2019, Commenti: 0

Dal NO alle Olimpiadi fino alla lentezza nella redazione dei bandi di gara per gli oltre 70 impianti sportivi comunali di cui sono scadute le vecchie concessioni. Con una lunga lista di «promesse mancate, errori e ritardi» i consiglieri capitolini del Pd insieme alla capogruppo della lista civica #RomaTornaRoma Svetlana Celli durante una conferenza stampa in Campidoglio hanno descritto «i mille giorni neri per lo sport di Roma», ovvero quelli in cui «l’assessore allo Sport nella Capitale è stato il pentastellato Daniele Frongia» di cui ora i consiglieri del centrosinistra chiedono la testa. Proprio oggi pomeriggio dopo la conferenza hanno depositato presso l’ufficio di presidenza dell’Assemblea capitolina una mozione di sfiducia per chiedere alla Sindaca Virginia Raggi di «valutare il ritiro delle deleghe assegnate all’assessore allo Sport, Politiche giovanili e Grandi Eventi».

«Speriamo che Frongia si renda conto da solo della situazione e si dimetta senza farci votare la mozione. Tutte le promesse sono state inevase, i problemi non vengono risolti e assistiamo solo ad un un continuo scaricabarile. Questa città non ha una visione sullo sport», ha detto il consigliere Giovanni Zannola. Mentre il capogruppo dem Giulio Pelonzi ha dichiarato: «Si è persa in questa città la capacità di inquadrare questo settore in senso contemporaneo, tra coesione sociale e una opportunità di crescita economica. Lo sport non può essere inquadrato come una nicchia a sè stante rispetto allo sviluppo della città. C’è un fallimento di questa amministrazione nelle politiche dello sport».

Ad assistere alla conferenza stampa anche diversi consiglieri di maggioranza, tra i quali il presidente della commissione capitolina Sport Angelo Diario. Interpellato dai cronisti ha spiegato: «Sono venuto per curiosità. Su molte cose i consiglieri di opposizione sbagliano, però ci sono anche cose su cui hanno ragione: sui bandi per gli impianti sportivi dobbiamo darci una mossa».

Tutto partì con il No alle Olimpiadi. Una scelta che i consiglieri del centrosinistra bollano come un «errore», dove «ha vinto la paura della maggioranza di non saper gestire e la paura della corruzione» e che, accusano: «ha sorpreso e imbarazzato tutto il mondo dello Sport, a livello internazionale». C’è poi la brutta figura fatta con il Giro d’Italia lo scorso anno. «Avrebbe dovuto celebrare la bellezza di Roma – dicono – con la tappa finale nella nostra città e invece dopo le proteste dei ciclisti per il manto stradale ritenuto pericoloso, l’ultima tappa è stata annullata per problemi di sicurezza».

I consiglieri hanno poi ricordato la vicenda di Capannelle, con il braccio di ferro tra Campidoglio e Hipporgroup, la società che per anni ha gestito l’impianto. «La situazione – ha dichiarato la consigliera del gruppo #RomaTornaRoma Svetlana Celli – è la stessa di due anni fa: concessioni scadute nel 2016, una direttiva dell’assessore con cui si specificava di far continuare l’attività del concessionario nelle more di un bando che si assicurava sarebbe stato fatto entro il 2017. Dopo due anni l’assessore in commissione ci comunica le stesse parole: per emettere un bando servono ancora due anni e chiede al concessionario di rimanere senza specificare una indennità di occupazione e rimandando tutto al Tar. Due anni buttati al vento».

C’è poi il capitolo Maratona di Roma. «Anche qui – attaccano gli esponenti del centrosinistra – ci sono ritardi nell’affidamento dopo il bando pubblico e per l’edizione 2019 una significativa diminuzione del numero di partecipanti». Inoltre, i consiglieri hanno ricordato la cancellazione della mezza maratona notturna di giugno. Non solo eventi però, la presunta mala gestione dell’assessorato secondo i consiglieri del centrosinistra riguarda anche l’ordinario; «Anche per le pratiche amministrative quotidiane, che riguardano le palestre scolastiche e gli impianti sportivi – ha sottolineato Celli – soffrono l’incapacità di decidere, ritardi nelle procedure, colpe riversate sul passato e uno scaricabarile nei confronti degli uffici». Si è poi ricordato come durante la campagna elettorale del 2016 Raggi e Frongia annunciavano l’intenzione di voler recuperare «sprechi per 1,2 miliardi di euro», 10 milioni di euro solo dall’aggiornamento delle concessioni sportive nel primo anno di mandato.

«Eppure – attaccano gli esponenti del centrosinistra – sono passati quasi 3 anni e i bandi pubblicati sono solo 2». A Roma gli impianti sportivi di proprietà comunale sono 162, dai quali l’Amministrazione incassa circa 1 milione di euro l’anno. Le concessioni scadute sono 74: «Eppure – ricordano i consiglieri – sono solo due i bandi pubblicati nell’era Raggi. Per 16 impianti la concessione è scaduta nel mandato dell’ex sindaco Alemanno, per 23 nel mandato Marino, per 11 sotto il commissario straordinario Tronca e per 24 impianti le concessioni sono scadute durante l’Amministrazione Raggi, a cui si aggiungono 11 in scadenza entro la fine del mandato della Sindaca». Dei due pubblicati, sottolineano ancora i consiglieri: «Uno è quello per la piscina di San Paolo gestita dalla Lazio Nuoto, che ha presentato ricorso al Tar e protestato sotto Palazzo Senatorio» Se ci sono delle eccellenze le amministrazioni dovrebbe preservarle invece si tenta di ucciderle, burocratizzando il rapporto«, ha sottolineato Pelonzi. »È un bando preoccupante perchè viene premiata più l’offerta economica invece che l’esperienza negli anni«, ha invece accusato Celli. »L’Amministrazione – aggiungono – è in ritardo nei confronti delle società sportive anche nelle risposte ai Piani economici e finanziari (Pef), presentati dai concessionari per la rivalutazione del contratto di concessione (33 in tutto: 9 di società con concessioni scadute, 24 di società con concessioni non scadute)«

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