Sport, revisione regolamenti impianti comunali è priorità (Svetlana Celli)

16 Dicembre 2014
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16 Dicembre 2014, Commenti: 0

“Come Presidente della Commissione Sport ho affrontato, in questo ultimo anno, le maggiori problematiche che soffocano lo sport, che rappresenta uno dei migliori servizi alla persona a disposizione dell’Amministrazione Comunale. Abbiamo potuto vedere e scoprire che spesso sono stati i ritardi della burocrazia nei confronti del mondo sportivo romano ad impedire il salto di qualità che la città si aspetterebbe”, lo ha dichiarato in una nota Svetlana Celli, presidente della Commissione Sport di Roma Capitale.

“Il risultato – si legge – sono impianti sorti senza una reale programmazione sul territorio; impianti dati in concessione senza che l’area fosse ancora in pieno possesso dell’Amministrazione; strutture che dopo decenni non sono ancora stati accatastate o altre con concessioni scadute e non rimesse a bando; interventi di miglioria sugli impianti stessi bloccati dalla mancanza di comunicazione tra gli uffici preposti.”.

“Una carenza di una politica globale – continua – che viene da lontano e che abbiamo cercato superare, in stretta collaborazione con l’Assessore Pancalli. E’ necessario uscire da questa logica per fornire risposte strutturali alle realtà che operano in campo sportivo. In quest’ottica è prioritario  affrontare la trasformazione di Regolamenti obsoleti ed ormai superati, realizzando un vero network tra tutte le strutture ed i servizi esistenti, per garantire ai cittadini  un’offerta  omogenea in tutte le zone della città, periferie comprese”.

“Per questo nelle prossime settimane intendo lavorare a stretto contatto con il Dipartimento Sport e tutti i soggetti coinvolti per fare il punto della situazione e riavviare il processo di  revisione del regolamento degli impianti sportivi comunali.  Non si può parlare di sport in Assemblea solo quando si tratta di approvare i grandi progetti; lo sport è fatto da migliaia di operatori, tecnici, addetti, gestori e soprattutto da centinaia di migliaia di bambini, donne, adulti, anziani, che ogni giorno si infilano una tuta e vanno ad incontrare e conoscere altre persone per un benessere collettivo. A tutti loro dobbiamo dare un’opportunità”.

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