Sport, Roma accoglie discipline da tutto il mondo. Delibera Celli per dedicare aree ad attività sportive nazionali.

20 giugno 2018
20 giugno 2018, Commenti: 0

AGENZIA DIRE

Giocare una partita di oina a Villa Pamphili, praticare la capoeira in spiaggia a Ostia, sfidarsi con gli scacchi a piazza Vittorio, o provare colpi di matkot. Non piu’ solo calcio e pallavolo: Roma si apre al mondo grazie agli sport tradizionali di Paesi come la Romania, il Brasile, le Filippine o il Bangladesh, da svolgere in alcune aree all’aperto in parchi o ville, ma anche in piazze e spazi vicino al mare.

La proposta di delibera e’ della consigliera capitolina di #RomaTornaRoma, Svetlana Celli, e ha l’obiettivo di stabilire “linee di indirizzo per l’individuazione di aree da destinare ad attivita’ temporanea rivolta agli sport nazionali di tutto il mondo“, attraverso l’istituzione di un “Osservatorio degli sport nazionali”. L’iniziativa, discussa oggi nella commissione
capitolina Sport presieduta da Angelo Diario, nasce per sottolineare i ruoli di aggregazione e integrazione tipici della pratica sportiva, alla luce della crescita pari al 4% di
cittadini stranieri residenti a Roma: tra le premesse, infatti, c’e’ anche il ‘superamento della ghettizzazione delle etnie presenti in citta”.

La nostra intenzione – spiega Celli all’agenzia Dire – e’ di mettere a sistema gli sport di culture diverse che solitamente gia’ si svolgono in alcune zone di Roma, ma senza un coordinamento preciso”. L’iter della proposta di delibera, che nasce dal progetto ‘Proponiamo per Roma’, dovrebbe essere molto rapido: “La proposta e’ stata depositata, il lavoro in  commissione sta andando avanti e sono gia’ state assimilate alcune osservazioni, mentre ora procederemo con un unico emendamento di commissione su cui verra’ richiesto il parere dei consiglieri. Se saremo abbastanza veloci potremo presentare subito il testo in Assemblea Capitolina, penso entro l’estate”.

Dunque il primo passo sara’ quello di facilitare l’offerta disport non tradizionali a Roma, spesso sacrificati e sconosciuti per colpa della mancanza di spazi specifici. E nei rari casi in cui sport come badminton, cricket e softball sono praticati, le attivita’ si svolgono in modo disordinato e non regolamentato: per questo nella proposta vengono previsti semplici spazi all’aperto, dedicati agli sport meno praticati in Italia, attrezzati rigorosamente con strutture amovibili, smontabili e senza necessita’ di trasformare il territorio.

Alcuni possibili esempi? L’ex galoppatoio nel pressi del Villino Algardi di Villa Pamphili, la zona del laghetto di Villa Ada, il parco di Centocelle: ovvero aree della citta’ in cui si concentrano popolazioni specifiche. Sara’ poi il Dipartimento Tutela Ambientale a trovare l’esatta collocazionedelle zone verdi piu’ adatte, ipotizzando anche sistemazioni e riqualificazione di territori degradati, mentre il Dipartimento Sport si occupera’ di istituire l’Osservatorio degli sport nazionali che avra’ la missione di fornire supporto logistico e tecnico, ricevere le domande per l’uso delle aree, monitorare e promuovere le attivita’ avvalendosi anche della sinergia con ambasciate, associazioni di comunita’ straniere, Coni, federazioni sportive, ecc.

 

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